Li mandò a due a due

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.   E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».   Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

 

 

Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due   e dava loro potere sugli spiriti impuri.                Anche a te Gesù,  ti manda.        E tu,  cosa porti ?

 

Porti te.

Ci vai,   e porti te.      Porti te.  Non Gesù.    Metti davanti te.  Non Gesù.     Metti avanti te,   a Gesù.    Conti  te.  Più di Gesù.      Ci stai solo tu.  Non Gesù.

Ci vai,   e porti loro.       Porti altri.   Porti gli altri.  Non Gesù.    Quello che ti dicono altri. Quello che vogliono altri.  Quello che ti impongono altri.     Ci stanno gli altri.  Non Gesù.

Non porti Gesù.       Hai messo il tuo capo  nelle mani di un altro dio.    Ti sei inchinato a un altro dio.  Ti sei prostrato  a un altro dio.       È quel falso dio,  che porti.    Al posto di Gesù.  Al posto del vero Dio.      Porti,  un altro dio.   Porti altro,  da Dio.   E diventi altro, da Dio.    Come ti può salvare?

 

Porti Gesù.

Non porti te.    Porti Gesù.   Porti il Figlio di Dio.  Porti Dio.     È lui che aspettano.   È lui che cercano.   È lui che vogliono.    Non te.

 

Ordinò loro di non prendere nient’altro che un bastone.        Porti Gesù.   Se il tuo bastone è lui.   Se ti appoggi a lui.   Se ti poggi in lui.  Se il tuo cuore sta in lui.    Se ti sostiene lui. Se ti tiene lui.   Se ti porta lui.

Né pane.      Porti Gesù.    Se il tuo pane è lui.  Se ti nutrì di lui.  Se ti sazi di lui. Se ti riempi di lui.     E non hai bisogno di un altro pane.    E non cerchi un altro pane.    E non ti vendi,  per un altro pane.

Ne sacca.       Porti Gesù.     Se la tua sacca è lui.   Se è piena di lui.   Se è colma di lui. Se ci sta solo lui.    E non ci sta altro, che lo scansa.   E non ci sta altro, che lo mette via. E non ci sta altro, che lo butta via.    E non ci sta altro, che lo tiene fuori.    E lo fa fuori.

Né denaro nella cintura.       Porti Gesù.     Se il tuo denaro, è lui.   Se il tuo tesoro è lui.   Se il tuo oro è lui.   Sei ricco di lui.      E non hai bisogno di altro.    E non ti serve altro.        E non ti vendi,   per altro.     E non lo vendi,  per altro.

Ma di calzare sandali.        Porti Gesù.    Se è lui,  i tuoi sandali.   Se poggi in lui.   Se ti basi in lui.    Se la tua base è lui.    Se ti conduce lui.    Dove vuole lui.

E di non portare due tuniche.     Porti Gesù.  Se la tua unica tunica,  è lui. Se ti vesti di lui. Se ti rivesti di lui.  Se ti copri di lui.   Se ti ricopri di lui.     Se sta sul tuo petto.   Se sta sul tuo cuore.

 

Proclamarono che la gente si convertisse.      Se porti Gesù.   Solo se porti Gesù.   Allora, solo allora, chi ti sente,  lo sente che ci sta Gesù.     È lui, è solo lui,  che ti entra nel cuore. È lui, è solo lui,  che ti cambia il cuore.    È lui, è solo lui,   che ti libera il cuore.

Scacciavano molti demoni.      Se porti Gesù.  Solo se porti Gesù.   Allora il male se ne va. Perché è Gesù, che lo fa uscire fuori.   È Gesù che lo fa andare via.  È Gesù, è solo Gesù, che lo manda via.    È Gesù, è solo Gesù,  che lo caccia via.

Ungevano con olio molti infermi.    Se porti Gesù.  Solo se porti Gesù.   Puoi entrare nella loro croce.    Perché è Gesù che sta nella loro croce.    È Gesù che la conosce la loro croce.    È Gesù che fa santa,   la loro croce.

E li guarivano.     Se porti Gesù.    È solo Gesù,   che li tira fuori dalla croce.   È Gesù, è solo Gesù,   che li tira fuori dal dolore.    È Gesù, è solo Gesù,  che li tira fuori dalla morte.  È Gesù.   È solo Gesù che li guarisce.    E li fa risorgere, dalla loro morte.

 

Se porti Gesù.    Solo se porti Gesù.                                                                                        Ti porta  Gesù.   Dove vuole il Padre.

 

 

 

 

 

 

A due a due

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

 

 

Anche a te,  ti manda,   Gesù.

Non ti manda da solo.     Ma a due a due.    Perché tra voi due,  c’è lui. 

 

Con solo un bastone.    Perché è lui,  il tuo bastone.   È lui il tuo appoggio.  Il tuo sostegno. È  la sua croce.
Senza pane.        Perché è lui,  il tuo pane.    È il pane che porti  agli altri.
Senza sacca.      Perché è lui,  che ti contiene.    Che tiene quello che sei,  quello che fai.
Senza denaro.     È lui quello che hai.   Non ti serve altro.   Non hai bisogno di altro.           Ci pensa lui.
Con i sandali.       Con lui alla base.    Così ti porta lui,   dove vuole lui.
Senza due tuniche.   Senza apparenza.  Nella sostanza.   Vestito di Gesù. Come Gesù.

Con il potere sugli spiriti.     Solo Gesù,  ce l’ha.     È lui,  che lo mette lui sulle tue mani.       È lui che lo fa con te,  con le tue mani.

E ti manda,  a guarire.    A liberare. A risanare.    Le persone ferite.

 

E   lo aspettano.
E   ti aspettano.
A  braccia aperte.

 

 

 

 

 

 

Chi sono i miei fratelli?

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé». Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».  Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.  In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro». Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

 

 

 

Dice Gesù:     Chi fa la volontà di Dio,  costui è per me  fratello,  sorella,  madre.                 E tu,   la fai  la volontà di Dio?

 

Non la fai.

Fai come ti pare.   Come dici tu. Come vuoi tu.   Non dai  retta a Dio.    Dai retta agli altri. Fai come dicono gli altri.  Come vogliono gli altri.    Fai la volontà degli altri.    Non di Dio.

 

La fai.

Come Gesù,   fai la volontà del Padre.    Non degli altri.  Nonostante gli altri.                          Come Gesù,   per te conta  la volontà del Padre.    Più degli altri.   Nonostante gli altri.

Se stai con Gesù,  lo senti  il Padre.   Se stai con Gesù,  lo senti quello che vuole il Padre. Quello che ha pensato per te.  Quello che si aspetta da te. Quello che ha preparato per te.

Se stai con Gesù,  ce la fai  a fare la volontà del Padre. Ce la fai a compierla, fino in fondo.   Come lui,  con lui.

 

E diventi  suo fratello.

E diventi  sua sorella.

E il fratello e la sorella  di coloro,

a cui   il Padre ti ha mandato.

Ecco  la tua famiglia.

 

 

 

 

 

 

 

Gesù chiama

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.   Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

 

 

 

Anche a te Gesù,   ti chiama.        E ti dice,  vieni dietro a me.

E tu,  che fai?

 

Non vai  dietro a lui.

Hai altro da fare.  Hai altro da pensare.      Vai dietro a te.    Devi sistemare  le tue reti.   Devi riparare i tuoi buchi.   Devi prendere i tuoi pesci.       Sei  incollato alle tue cose.      Sei imprigionato alla tua rete.   Sei caduto nella tua rete.      E rimani impigliato.

 

Vai dietro a lui.

È il tuo Dio,  che ti chiama.     E il tuo cuore la riconosce,  la sua voce.                                   Vai dietro a lui.    Lasci le tue reti,  e lo segui.

Vai con lui.

A  tirar fuori,  gli uomini  dal buio,   dove sono finiti.     Dal buio del mare. Dal buio del male.  Dal buio del cuore.                                                                                                                  A tirare su,   gli uomini, dal fondo,  dove sono caduti.     Dal fondo del mare.   Dal fango del male.   Dal fango  del cuore.

A raccogliere,  gli uomini,  che si sono perduti, nella tempesta.    Nella tempesta del mare.  Nella tempesta  del cuore.                                                                                                     A  raccoglierli,   e  a stringerli insieme.     Con le braccia di Dio.   Tra le braccia di Dio.      A  diventare  braccia di Dio.

 

A diventare   pescatore di uomini.

 

 

 

 

 

 

 

Non abbiate paura

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In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:  «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.  E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.  Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

 

 

 

 

Te la mettono,  la paura.       Te la fanno venire,  la paura.    Ti riempiono di paura.             Ma  sono uomini.

 

Non avere paura.           Non ti spaventare. Non temere.    Non li servire.    Un Dio,           si prende cura di te.    Un Dio ti vuole.   Un Dio ti stima.  Un Dio ti ama.

Non avere paura.        Se, te lo vogliono levare.      Se,  te lo vogliono portare via.             Se,  lo vogliono negare.         Tienilo più stretto.   Stringilo più forte.

Non avere paura.         Gesù,  il Figlio di Dio,  è al tuo fianco.     Diventa la sua voce.   Diventa   la voce  della sua parola.          Lasciala gridare.  Lasciala risuonare.    Lasciala riempire te,  e gli altri.          Lasciala andare.    Lasciala fare.

 

E gli altri,   la riconoscono.

E   ti riconoscono.

Anche  il Padre.

 

 

 

 

 

 

 

 

Li mandò a due a due

gesu-grano1 - Copia

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.  Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.  In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.  Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città». I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

 

 

 

Gesù,  manda anche te.

 

Vai.       Non portare sacca.     Perché è lui,  la tua sacca.    Quello che contiene tutto.         Non portare  borsa.    Perché è lui  la tua borsa.  La tua ricchezza. La tua unica ricchezza.  Non portare  sandali,    perché è lui,  i tuoi sandali.    La tua base.

 

Vai  tu,  da tuo fratello.     Non aspettare che venga lui.     Vai nella sua casa,  nella sua famiglia,   nella sua storia.

Vai,   e porta a  lui la pace.   La pace di Gesù risorto.    Porta a lui, Gesù risorto.

Nel nome di Gesù.   Diventa  il suo abbraccio.      E sarà guarito.  E sarà consolato.  E sarà salvato.

Nel nome di Gesù.      Tutto si inchina,  tutto si sottomette,  tutto obbedisce.  Tutto avviene.  Perché lui è,   il Signore.

 

Nel nome di Gesù,   anche il tuo nome

viene scritto

nel Regno dei cieli.

 

 

 

 

 

 

 

Venite in disparte

 36618_all_011_02In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.   Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.  Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

 

 

 

Venite  in disparte,   e riposatevi un po’.   La vera vacanza.   Il vero riposo.    Solo  Dio,     te  la può dare.    Solo in  lui,  puoi riposare.

In disparte.  In disparte dal mondo.  Senza prendere parte del mondo.  Senza confonderti, con il mondo.   Senza identificarti, con il mondo.  In disparte,  dalla parte di Dio.   Appartieni a lui,   non al mondo.

Ecco,  la missione, l’evangelizzazione, andare verso gli altri,    stanca.   Non ce la fai.      Ti finisce,  si sfinisce.    Ecco cosa devi fare,   ecco cosa devi ritrovare.

In disparte con Gesù.  Questo ti ricarica.  Ti ricarica di Spirito Santo. Ti riempie di Spirito Santo.   Ti fa ritrovare  il centro, il senso, lo scopo.   Ecco cosa mettere al centro dell’andare verso gli altri.    Dio, il Padre.   Il Padre di tutti.

In disparte,  con Gesù.   Se non prendi parte  di lui,  con lui  e in lui,   agli altri non riesci     a portarlo.   Porti solo te stesso.    Porti  solo un ricordo,  un’immagine,  una ipotesi.      Che sbiadisce,  che finisce,  che scompare.

E l’altro lo sente,  e l’altro lo vede,  e l’altro lo vive,   che non c’è Dio.   E non lo trova.        E non lo ascolta,  e non lo segue.

Nel deserto.   Nell’assenza,  nella mancanza, nella debolezza, nella precarietà,    incontri Dio.

Diventi  un calice vuoto,    che si riempie solo di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ascensione

ascensione-giotto

 

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.  Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

 

 

L’appuntamento. Te lo da Gesù.  È lui che sceglie il posto, il luogo, il momento dell’incontro.  Su una montagna. In alto. Al di sopra di ciò che ti prende, ti occupa, ti riempie.  Al di sopra di tutto.

Con gli apostoli e come gli apostoli, davanti al lui, ti prostri.  Se lo riconosci come il Signore, ti prostri.  Se per te è il Signore, cadi a terra, ti getti ai suoi piedi.  Con la faccia verso la terra, perché riconosci la tua indegnità, la tua piccolezza, la tua inadeguatezza. Per nascondere la tua incertezza, il tuo dubbio, la tua insicurezza.

Ecco,  chi è davanti a te,  è Cristo risorto.  Il Figlio di Dio risorto.  A  lui il Padre ha dato ogni potere in cielo e sulla terra.  Ha messo ai suoi piedi ogni principato e potenza, ogni forza e dominazione.  Tutto ha messo, sotto i suoi piedi.  Lui è il compimento di tutte le cose.

Ora  quel Cristo risorto e glorificato  manda te, con gli apostoli, come gli apostoli.  A portare a tutti  lui,  il risorto.  A donare a tutti,  lui .

È lui  che passa dal tuo cuore, al cuore dell’altro. È lui che porta il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. È lui che battezza con te, nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.

È lui che insegna i suoi comandamenti, attraverso di te. Quando tu ami, con il suo amore. Consoli, con la sua consolazione. Perdoni, con il suo perdono. Sei  unito, con la sua unione.   E sarà con te, sempre. Nel tuo cuore, unito agli altri cuori, nel suo corpo mistico.

Li porta con sé,  mentre ascende al Padre.  Li porta sulla strada che arriva al Padre.  Li porta alla destra del Padre.  Per farti partecipe fin da ora del cielo, del paradiso.

Per farti guardare il cielo,  il paradiso che ti aspetta.  Per farti vedere le cose dalla parte del cielo,  dal paradiso che ti aspetta.

Gesù ascende al cielo.  Anche tu, come la terra e il cielo, esulta.  Batti le mani. Canta, danza,  di gioia.

Riconosci il tuo Signore,  acclama il tuo Dio.

 

 

 

 

 

Annuncio

 Annuncio degli adulti agli adulti

MasaccioTributo

 

 Gli adulti e i giovani nel gruppo della catechesi si sono formati. Hanno fatto esperienza di Dio, lo hanno vissuto insieme,  nella parola, nella vita e nei sacramenti. Ora sono diventati a loro volta innamorati di Dio. Ora lo Spirito Santo riempie anche il loro cuore e trabocca e si espande al di fuori e passa agli altri. E annuncia il Signore.   È lo Spirito Santo che lo annuncia attraverso di noi. Noi siamo il ponte, i piedi, le braccia, le mani, la voce, il cuore, ma è lui che parla di Dio agli altri cuori. È lui che lo annuncia. È lui che lo rivela. È lui che lo testimonia.

Cosa possiamo fare per essere ponte?  Come ci ha  detto Gesù. Come faceva lui. 

 

Con la propria vita.

Se non s’incarna nella mia vita, lo Spirito Santo non è mai entrato. Se non diventa fatto, opera, azione, non è mai passato. La gente guarda quello che faccio e come lo faccio. Quello che faccio, è la prova del nove della fede. È la verifica, è la conseguenza della presenza reale di Dio. Fare come Gesù. Decidere, scegliere, agire, come Gesù, veramente, concretamente, totalmente. Se non ci sono i fatti, le parole rimangono vuote e anche il cuore mio e degli altri. Non toccano il cuore mio e degli altri. Rovinano il cuore mio e degli altri.

 

 Insieme.

Da solo non ce la faccio. Almeno in due, perché due sono i testimoni che garantiscono una verità. In due ci si aiuta, ci si confronta, ci si sostiene. Meglio in gruppo, come comunità, come popolo di Dio, come Chiesa.  Insieme a  un sacerdote o di un  religioso. Insieme e  sostenuti dalla  chiesa locale e  diocesana.   Andare insieme per le strade, in mezzo alla gente, come Gesù con gli apostoli.

 

 Uniti.

Amarsi veramente, aiutarsi veramente. Come figli dello stesso Padre, come fratelli della stessa famiglia di Dio. Condividere la fatica, il dolore, le difficoltà. È l’amore tra di noi,  che ci fa riconoscere discepoli di Cristo. È l’amore, l’unione, la compassione tra di noi, che ci fa annunciare Gesù Cristo. Allora annunciamo il corpo mistico, ripieno dello Spirito Santo.  Allora la gente che ci guarda, si sentirà attratta dalla realtà che viviamo. Perché vede in quella realtà una dimensione divina. Perché sente in quella realtà,  la presenza viva di Gesù Cristo risorto,  che  attrae a sé  tutte le cose. È lui che la chiama, è lui che la accoglie, è lui che la ama.

 

 A fare.

Insieme a fare quello che faceva Gesù. Ad annunciare la salvezza agli ultimi, ai più piccoli, ai più dimenticati. A trovare negli istituti,  i malati che non hanno più nessuno. I bambini dimenticati,  anche dai loro genitori. Gli anziani rifiutati, isolati, accatastati, come se fossero già morti. A trovare carcerati,  che non ricevono  nessuna visita. A difendere chi ha subìto un’ingiustizia. A casa delle persone sole, abbandonate. Negli ospedali a trovare quelli che non hanno nessuno che li aiuta. A portare il cibo, vestiti, a persone povere che non li chiedono. A donare alle persone umili,  delle cose che ci appartengono. A  sostenere i bambini disagiati. A prendersi cura dei  bambini  malati. A lottare con forza per la giustizia, la solidarietà e la cura dei poveri, dei deboli e dei malati. Per portare scuole, lavoro, case dignitose, nelle zone emarginate.

 

 Pregare.

Pregare insieme. Come gli apostoli con Gesù. Pregare il Padre con Gesù. Pregare davanti a Gesù Eucaristia. In silenzio. In un silenzio pieno del battito del proprio cuore. In un silenzio dove i battiti di tutti i cuori insieme,  parlano a loro Dio, cantano e danzano insieme, per il loro Dio. Pregare nelle chiese, di notte. Ma anche fuori della chiesa, come segno, come presenza di Dio nel mondo. Nelle spiagge, nelle piazze, nei giardini, nella casa di un malato, nella casa di riposo, nell’istituto per bambini, nelle carceri, nei centri delle donne violentate, nei gruppi degli alcolisti, nelle comunità per tossicodipendenti, nel centro per anziani, nella fabbrica, negli istituti di pena per minori.

 

Portare.

Nei loro modi. Nel loro luoghi, nei loro interessi. Parlare il loro linguaggio, per farsi capire. Come faceva Gesù che usava le parabole e i simboli. Proporre argomenti  di spiritualità,  dimenticati, negati, rifiutati dal mondo.   Come: anima, fede, Dio, Gesù Cristo, vita eterna, paradiso e angeli, dolore e malattia,  amore  e fedeltà, giustizia e dipendenza, verità e falsità, povertà e ricchezza, umiltà e dominio, essenza e apparenza, coppia e matrimonio, castità, vocazione.  Discuterli  insieme  con l’aiuto e l’assistenza di un sacerdote o di un religioso o di un teologo. E poi rivederli  alla luce della parola di Dio. Illuminati dalla parola di Dio. Vivificanti da Dio. Come dono di Dio. 

 

 Presentarli con:

  •  Mostra.    Una mostra di foto o di video su quell’argomento. Una mostra di disegni, pitture, sculture.  Una mostra di poesie scritte su quel tema.
  •  Letture.  Un incontro  dove viene proclamata la parola di Dio. Salmi o Vangelo, che si riferiscono a quell’argomento. Nel posto che lo riguarda.  Dove vengono lette poesie sull’amore di Dio. Racconti di fatti della Bibbia. Raccontare i fatti del vecchio testamento, in modo semplice, chiaro e anche con immagini,  in  diapositive proiettate. E poi fare una discussione in gruppo di quello che è stato recepito.
  •  Scritti.   Invitare le persone a scrivere una lettera a Dio, sull’argomento proposto.   Invitarle a scriverla  tutte le volte che ne hanno bisogno.   Ad entrare in una relazione vera e concreta con Dio.   Ad aprire il proprio cuore a Dio.  Con una lettera.  Anche  con un diario   dove  scrivere  ogni giorno  a Dio Padre.  Raccontare ogni giorno a lui quello che ci succede nel cuore. Dove mettere tutti i movimenti del cuore per lui, verso di lui, in lui.  Un luogo, un posto, dove ritrovarsi in lui  alla fine del giorno.   Le lettere a Dio possono rimanere private. Ma se qualcuno volesse una risposta o  delle preghiere,  si  può  organizzare una rete di religiosi, religiose,  conventi , consacrati, sacerdoti,  direttori spirituali, che sono disponibili ad accogliere  le  lettere e  a rispondere.  Che sono disponibili a una  paternità e a una maternità spirituale.
  • Cineforum .   Con un film su un argomento. Puoi aprire una  discussione in gruppo. Per  capire il significato, i simboli, il messaggio, l’esperienza emotiva individuale e collettiva.
  • Teatro.   Proporre uno spettacolo teatrale, con un video , su un argomento della Bibbia o del Vangelo. Vedi: Teatro biblico.  Discutere insieme l’argomento e il messaggio per sé e per il mondo.
  •  Gioco.    Andare in un pub e divertirsi in modo semplice spontaneo. Dimostrare come ci si può divertire modo semplice e spontaneo, con giochi semplici, scacchi, dama, shanghai. Senza bere alcolici. Cantare suonare insieme canti simpatici, belli, gioiosi e spontanei. Canti e musica pieni di ritmo, ma anche melodici. Portare le chitarre, violino, tastiera e cantare. Suonare il sottofondo di una poesia con contenuto spirituale profondo, che parla di Dio e con Dio.
  • Canto e musica.  Inventare un canto nuovo, con musica nuova, con le parole del Vangelo. Con le parole di una poesia a Dio, con le parole di una preghiera a Dio. Con musica in sintonia con l’esperienza, immersa nell’esperienza dei giovani. Canzoni nuove su musica rock, rap, break dance, anche da danzare. Quel contenuto così, entra, insieme al ritmo, nel cuore.  Entra nella vita concreta. Non si perde.  Non si dimentica più.
  •  Danza.   Danzare un nuovo ballo, con movimenti nuovi,  adattati a lodare il Signore. Accompagnati con della musica di un DVD, con contenuto religioso. Inventare una danza nuova, con nuove mosse di gruppo. Muoversi insieme come gruppo. Danzare cantare insieme, un inno di gloria al proprio Dio. Come un gospel. Si può fare anche in una piazza, nei giardini pubblici, i ragazzi che passano, si possono associare. Si può fare in una casa di riposo, e gli anziani possono ballare. Si può fare con i bambini, e insegnargli a lodare con il corpo, con il canto, con la gioia,  il loro Signore. Poi suonare qualcosa insieme.
  • Oggetti e libri.  Proporre un luogo fisico fisso o mobile, dove si vendono oggetti religiosi. Un posto,  dedicato a Dio, che parla di Dio.  Statue,  immagini, dipinti, quadri, collane, tutto con soggetti religiosi. Libri, con argomenti spirituali. Un posto dove si possono portare le iniziative.  Proposte di incontri,  proposte delle mostre, proposte di canti e musica religiosa in CD e DVD. Filmati, video, film, con contenuti religiosi. Video delle esperienze fatte dal gruppo. Video  elaborati dal gruppo su alcuni  argomenti di vita concreta. Pubblicità di blog e di twitter del gruppo.
  • Blog e internet.   Fare un blog su Internet, in cui si mettono tutte le iniziative e tutte le esperienze del gruppo. Le esperienze spirituali. In cui si propone di fare un cammino, un percorso come il proprio gruppo. In cui si propongono anche altre possibilità con gli altri movimenti. Dove si possono  vedere i video delle esperienze fatte dal gruppo. I video  elaborati dal gruppo su alcuni  argomenti di vita concreta. In cui si spiegano le iniziative più importanti della chiesa e i contenuti più importanti della fede. 
  •  Twitter.    Creare un gruppo collegato, organizzato, dove si passano contenuti solo spirituali. Le iniziative del gruppo, della parrocchia. Anche quelli del papa e della Chiesa.
  • Internet.  Fare un sito per collegare tutte le iniziative della diocesi sui giovani, per farle conoscere anche a tutti gli altri. Mettere tutto in rete, per confrontarsi, per aiutarsi, per sostenersi, arricchirsi. Creare unità,  nella diversità. Fare un altro sito specifico per gli adulti. Riguardo le famiglie, le coppie, il lavoro, l’immigrazione. Mettere in rete, collegare, riunificare, organizzare, tutte le iniziative riguardanti la solidarietà, la cura della povertà, della malattia, e dell’emarginazione. Per poter riportare anche le notizie più recenti e più importanti al riguardo. E le notizie buone.

 

 Celebrare.

Celebrare la messa insieme a tutti quelli che hanno vissuto quella particolare esperienza. Invitarli a incontrare direttamente il Signore. Se possibile anche sul posto. Nel carcere, nella casa di riposo, nell’istituto, nella fabbrica, nella casa del malato, nella comunità, nella casa famiglia, nella palestra. Allora il Signore rimane in quel posto. Il Signore santifica quel posto, quel momento, quei cuori.

 Allora passa  l’annuncio della salvezza incarnata. L’annuncio che il Figlio di Dio è  venuto sulla terra, per salvare tutti gli uomini e riportarli al Padre.