Se uno viene a me

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:  «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.   Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.   Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.   Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.  Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

 

 

“Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.”                             E tu,   chi ami  di più ?

 

Altro.

Hai un altro  nel tuo cuore.  Non Gesù.    Ci hai messo un altro  prima di lui.   Ci hai messo un altro, più di lui.    Ci hai messo un altro, al posto di lui.      Al posto di Dio.

E vai dietro a un altro.   Ti fai portare da un altro. Lasci fare a un altro.  Ti lasci fare da altro.   E fai la volontà di un altro.     Non di Gesù.

E a Gesù,  lo fai venire lui, da te.   Deve fare, come vuoi tu.   Quello che vuoi tu.  Perché lo vuoi tu.    È lui il tuo discepolo. Non tu.    Ma Gesù è Dio.    E Dio è di più.   Sei tu,  che hai scelto un’altra strada.  Che hai lasciato la strada.   Che hai preso un’altra strada.  Lontano da Dio.   Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

Gesù.

Gesù è Dio.   E Dio è di più.  È di più di tutti.  È sopra di tutti. È prima di tutti.     Anche di te.

 

Se uno viene a me.     Se vai da Gesù, non ci vai per finta.  Non ci vai per gioco.  Non ci vai per poco.     È una cosa seria.

Se uno viene a me.     È il tuo si.    Si, con te.  Si, ci sto. Si, lo voglio. Si, vero. Si, davvero. Si, sicuro. Si, sempre.   Si, per sempre.

Colui che non porta la propria croce.    Si, anche se ci sta la croce.  Si, anche se ho paura della croce.   Si, anche se non la reggo la croce.    Si, anche se non lo voglio la croce.

E non viene dietro a me.     Si,  anche se mi pesa  la croce.   Si, anche se mi schiaccia la croce.    Si, anche mi butta a terra,  la croce.    Ma ci stai tu.  E la tieni tu.

Non può essere mio discepolo.        Si,  perché ci sei tu.   Sì,  perché dentro ci stai tu.  Si, perché lo sai tu.   Sì, perché mi porti tu.    Sì, perché sto con te.  Si,  perché sto come te. Si, perché vengo con te.  Dove vuoi tu.

 

Volendo costruire una torre.     Si,  perché è il tuo progetto.    Si,  perché sto dentro al tuo progetto    Si, perché faccio il tuo progetto.  Si, perché si compie il tuo progetto.  Il progetto di Dio.

Volendo costruire una torre.     Il tuo progetto. Me lo dico.  Chi lo ha detto che lo devo fare. Che lo faccio a fare.  Perché lo devo fare.   Chi me lo fa fare.   E lo lascio. Subito.   E non lo faccio.

Volendo costruire una torre.      Me lo dico.   E se non sono capace.  E se non ce la faccio. E se non si può fare.  E se non viene bene.  E se non lo faccio bene.  E se non si fa bene. E se non ci riesco.    E mi fermo a metà.  E non lo finisco.

Volendo costruire una torre.      Ma tu mi dici.   Ci sto qua io.  Ci penso io.  Te lo dico io. Te lo insegno io.   Ti do la forza io.   Mi ci metto io, che sono Dio.   E ce la fai.  E arrivi fino in fondo.   E lo finisci.

Partendo per la guerra.    E se faccio la guerra a qualcuno.  Metto prima Dio. Metto davanti Dio. A me.   Alla mia guerra. Alla mia rabbia.    Conta di più Dio. Della mia guerra.   Vale di più Dio. Della mia rabbia.

Manda dei messaggeri.   E non è il progetto di Dio. E non mi conviene. E non mi interessa. E non ce la faccio.  E non lo voglio. E non si fa.   E non ci sta.   E non ci sta più la guerra. Ci sta la pace.

 

Decide Dio.     E io sto con lui.    Io sto in lui.   Io sto, per lui.   Vivo, per lui.    Vale più lui, di me.   Vale più lui, della mia vita.     È lui la mia vita.  È lui la mia vita eterna.

E sei suo discepolo.

 

 

 

 

 

 

 

No, io vi dico, ma divisione

San Rocco Venezia – Cristo scaccia i mercanti dal tempio di Giovanni Antonio Fumiani

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:   «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

 

 

“Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra?  No, io vi dico, ma divisione.”               E tu,   come Gesù,    lo dividi,  il bene dal male ?

 

Ambiguo.

Né di qua,  né di là.      Un po’ di qua, un po’ di la.    Prima di qua. Poi di là.    Sia di qua, che di là.    E non stai  né di qua, né di là.     Non stai con Gesù.

Lo mescoli.  Lo amalgami. Lo fondi. Lo confondi.  Il bene con il male.  E non si capisce più,  cosa è bene e cosa è male.    E non si capisce più,  Gesù.   Manco tu.

E pure a Gesù,  gli levi la spada.    Così non lo separa, il bene dal male.  Così non lo divide il bene dal male.     Così non ci sta più il bene.  E non ci sta più il male.     E manco Gesù.   Ma Gesù è Dio.   E nessuno lo può cambiare.      Sei tu,  che ti sei diviso dal bene.  Che ti sei tagliato dal bene.  Che ti sei staccato dal bene.   E da Dio.    Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

Lo dividi.

Come Gesù, lo dividi.    Lo tagli, lo spezzi, lo separi,  lo stacchi.  Il bene dal male.  E lo sai,  cosa è bene e cosa è male.      E puoi scegliere il bene.   E puoi scegliere Dio.

 

Pensate che io sia venuto a portare la pace.      La pace di Gesù.    Ti sembra  che gli sta bene tutto.  Che accetta tutto.    Che non reagisce mai.  Che non si arrabbia mai.  Che gli va tutto bene.   Che gli sta tutto bene.     Che è tutto bene.

No, io vi dico, ma divisione.       No. La pace di Gesù è altro.     È quando dividi,  il bene dal male.  Come una spada, con la spada.      Quando lo tagli.  Quando lo separi. Quando lo recidi.     Quando lo stacchi. Quando lo distacchi.     Il bene dal male.

No, io vi dico, ma divisione.       È quando il taglio,  è netto.   È secco. Preciso. Deciso.   Così si distingue bene.  Così si vede bene.    Cosa sta di qua,  e di la.

No, io vi dico, ma divisione.      È quando Dio è Dio.   E non è altro.    È quando il Signore  è il Signore.   E non un altro.      E non lo sporchi. E non lo inquini.  E non lo cambi.  E non lo scambi.    Con un altro.

No, io vi dico, ma divisione.       E davanti a Dio.   Puoi dire si.  Un si netto. Un si preciso. Un si deciso.   E diventi un si.   Un si vivo.  Al tuo Dio.

 

Saranno divisi tre contro due e due contro tre.      Se scegli Dio.    Quelli che non stanno dalla parte di Dio,  quelli che non vogliono Dio,    si mettono contro.    Ti vengono contro. Vengono fuori.  Saltano fuori.     E si distinguono da te.   E si sa chi sono.

Si divideranno padre contro figlio.     Se scegli Dio.  Anche se è tuo padre che non lo vuole. Anche se è tuo padre, che si mette contro.  Che ti viene contro.   Tu stai dalla parte di Dio.     E scegli Dio.  Più di tuo padre.

 

Se scegli Dio.     E vedi i mercanti del tempio, che sono contro Dio.  Che si sono presi Dio. Che si vendono Dio.  Che profanano Dio.      Non te li tieni.  Non li lasci fare.  Non li fai fare. Ma come Gesù,   li butti per aria.    Rovesci, ribalti.  Rivolti.    I loro carretti,  i loro progetti.      E  li scacci.    Li stacchi.  Li distacchi,  da Dio.      Perchè non sono di Dio.

È  il fuoco di Dio.    Che te lo fa fare.

 

 

 

 

 

 

Seguimi

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.  Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».  A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».  Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

 

 

“Ti seguirò, Signore; prima però…”         E tu,    chi segui ?

 

Loro.

Vai dietro a loro.        Ma sono loro, che ti prendono.     Che ti tirano.  Che ti trascinano, dietro a loro.   Sulla loro strada.    La loro. Non di Gesù.    Via da Gesù.  Contro Gesù.

E ti portano come un oggetto.   E ti hanno fatto un oggetto.  Che non vede. Che non sente. Che non pensa.   Che non sa.  Che non ha.    Che non può.  Dire di no.     Senza Gesù.

E si mettono davanti a Gesù.     È Gesù che gli deve andare dietro.  A loro.   È Gesù che deve seguire loro.    Non loro Gesù.    Ma Gesù è Dio.   E Dio sta prima.    Sono loro,  che hanno deviato.   Che si sono deviati.  Che si sono perduti.     Ancora. Ora.  Per sempre.

 

 

Gesù.

Seguimi.   Segui -mi.   Segui me.     È Gesù che deve seguire.  Non altri.    È dietro a Gesù che devi andare.  Non ad altri.       È Gesù che ti dice che fare.  Non altri.

 

Seguimi.    Ti mette davanti a una scelta.  È una scelta.  O Dio o gli altri.    Chi metti prima. Cosa ci sta prima.   Cosa conta di più.  Cosa vale di più.  Cosa è di più. Cosa hai al centro del cuore.    Di cosa è pieno il tuo cuore.

Seguimi.    Se scegli gli altri.    Contano  più gli altri, di Dio.   Metti gli altri,  prima di Dio. Hai al centro del cuore gli altri.  Non Dio.    E ti giri. E gli giri le spalle.  E ti volti.  E torni indietro. E ti tiri indietro.  E non ci stai.  E te ne vai.

Seguimi.     Se scegli Gesù.   Conta Gesù,  più di tutti.    Metti Gesù,  prima di tutto.   Ci sta Gesù al centro del tuo cuore.  E il tuo cuore è suo.     Allora gli dici di si.   Così, gli dici di si. E ci stai.   E non te ne vai.  E non ti volti.    Hai il volto nel volto di Gesù.

Seguimi.      In Gesù,   li trovi anche gli altri.    Ci stanno anche gli altri.   Li ritrovi gli altri.  Ma come dice lui.  Come vuole lui.    Come vuole il Padre.

 

Ti seguirò ovunque tu vada.      Ti seguirò ovunque.  Ovunque significa dove non vuoi tu. Dove non sai tu.   Dove non pensi tu.

Non ha da posare il capo.    Ovunque.   Anche se non hai da posare il capo.  Anche se non sai dove posare il capo.    Anche se non  hai dove andare.  Anche se non sai dove andare. Anche se non sai cosa fare.

Signore, permettimi di andare prima…      Cosa ci sta prima.    Cosa ci metti prima.  Cosa devi fare prima.   Anche se è la morte. Non sta prima.    Non la metti prima di Dio.  La metti dopo.  Deve stare dopo.      Prima Dio.   E non ci sta più la morte.

Ti seguirò, Signore; prima però…  Cosa ci sta prima.  Cosa ci metti prima.  Manco il padre e la madre, stanno prima.   Te li ha dati lui.  Li ha fatti lui.  Lui viene prima di loro. È sempre stato prima di loro.      In lui stanno.  In lui li metti.   In lui li ritrovi.

 

Nessuno che mette mano all’aratro.        Seguimi.     Il Signore ti chiama,  nel suo campo. Ti chiama a coltivare il suo campo.   Ad arare il suo campo.    A mettere il seme di Dio, nelle zolle che ti ha dato Dio.       Niente conta di più.  Niente vale di più.  Niente è di più.

E poi si volge indietro.     A chi ti volgi,  a chi ti rivolgi.     Dove hai il tuo volto.  A chi guardi. Mentre ari il campo di Dio?

Non è adatto.      Se ti volgi indietro. Se ti rivolgi indietro.    Se metti il tuo volto in un altro, che non è Dio.    Se metti il tuo volto in altro,  che non è Dio.  Se metti il tuo volto in quello di prima,  che non è Dio    . Non ce la fai ad andare avanti.  Non ce la fai a portare avanti l’aratro di Dio.     E si ferma.  E non ara più.

 

Dio è avanti.    E più avanti di te. Ti aspetta avanti.  Più avanti di te.  Oltre quello che tu sei. Oltre quello che tu fai.   Oltre quello che tu sai.   Perché è Dio.

Eccomi Signore.  Io vengo.                                                                                                  Ovunque tu vada.

 

 

 

 

 

 

 

 

Signore, da chi andremo?

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».   Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».   Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».   Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.   Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

 

 

Disse allora Gesù ai Dodici:  “Volete andarvene anche voi?”   Gli rispose Simon Pietro: “Signore,  da chi andremo?     Tu hai parole di vita eterna    e noi abbiamo creduto e conosciuto   che tu sei il Santo di Dio”.            E tu,   te ne vai ?

 

Te ne vai.

Ti staccano loro.     Ti portano via loro.  Ti strappano loro.  Da Gesù.    Ti portano da loro.  Ti trascinano da loro.   Ti fanno diventare come loro.     Senza Gesù.

E si prendono pure gli altri.   E trascinano pure gli altri.  Via da Gesù.    E li fanno sentire malati.  E li fanno sentire sbagliati.  E li fanno sentire sballati.     Se vanno da Gesù.

Si sono messi  di traverso.     Ti hanno chiuso la strada,  ti hanno sbarrato la strada.  Per andare da Gesù.  E non la trovi più la strada, per andare da Gesù.   Devi cercare solo loro. Non Gesù.     Puoi andare solo da loro.  Non da Gesù.     Puoi seguire solo loro.  Non Gesù.  Ma loro, non ti danno la vita.    Te la levano la vita.   Ti danno la morte. Solo la morte. La morte eterna.     Ancora. Ora.  Per sempre.

 

 

Non te ne vai.

Rimani.     Perché Gesù,  è  il tuo Signore.     Non lo lasci,  il tuo Signore.    Non te ne vai,  dal tuo Signore.    Ci stai,  nel tuo Signore.    E stai pure,  in te.

 

Volete andarvene anche voi?            Te ne vai a metà.    Un pezzo di cuore qua,   un pezzo di cuore là.    Un pezzo di anima di qua,    e altri pezzi sparsi qua e là.      Un giorno qua,  e un giorno la.    Tanto che gli fa.

Volete andar bene anche voi?       Devi fare una scelta.   Una scelta precisa.  Una scelta decisa.    O di qua  o di là.     O con lui,  o contro di lui.   Gesù ci sta.  E lo sa.

 

Signore, da chi andremo?       Da chi vado Gesù?     Non ci sta un altro Dio.   Non ci sta un altro,  che è Dio.     Nessun altro  è Dio.   Senza di te,  non ci sta Dio.    Non ci sta più Dio. Non ho più Dio.     E non ci sto più,  nemmeno io.

Signore, da chi andremo?       Da chi vado Gesù?     Se me ne vado da te, se mi allontano da te,   ci casco nelle mani,  di chi non è per te.     Di chi non vuole te.  Di chi è contro di te.  Di chi è l’opposto di te.   Di chi ti vuole male.    Vado dal male.   Da chi mi fa del male.  Da chi mi fa soffrire.  Da chi mi fa morire.      Ecco da chi vado Gesù.  Se lascio te.

Tu hai parole di vita eterna.      Nessuno me la da, la vita eterna.   Nessuno ce l’ha, la vita eterna.    Solo tu Gesù, ce l’hai.  Solo tu Gesù, me la dai.    Solo tu Gesù, sei la Vita eterna.  Perché sei Dio.    E Dio è eterno.  E la vita eterna  è solo in Dio.

 

E noi abbiamo creduto e conosciuto.        Rimango con te. Resto con te, Gesù.  E non mi stacco da te.    E non mi stacco dal Padre, che sta in te.  È il Padre che mi fa venire da te. È il Padre che me lo fa sentire.   E il Padre che me lo fa provare.   È il Padre che me lo fa capire.    Chi sei tu.  Gesù.

Che tu sei il Santo di Dio.       Ecco chi sei Gesù.    Il Santo di Dio  . Il Santo che sta in Dio.  Il Santo che è Dio.    Il Santo che è venuto da Dio.    Il Santo che ha mandato il Padre.  Il Santo del Padre.     Il Figlio del Padre.  Il Figlio di Dio.

 

Ecco,  chi ho scelto.                                                                                                                  Il  Santo di Dio.

 

 

 

 

 

 

Venite dietro a me

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.  Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

 

 

Gesù disse loro:  “Venite dietro a me,   ti farò diventare pescatori di uomini”   E subito lasciarono le reti e lo seguirono.       E tu,   dietro a chi vai ?

 

Dietro a te.

Vai dietro  a te.       Vai avanti tu.  E dietro ci sei sempre tu.    Ti segui da solo.  Ti chiami da solo.  Ti cerchi da solo.    E rimani solo.  Senza Gesù.

Vai dietro ad altri.     Ti chiamano altri. Ti scelgono altri.   Lo decidono altri,  quello che devi fare tu.    E rimani da solo.  Senza Gesù.

Pure a Dio,  lo metti dietro.    Davanti ci stai, tu.    Lo porti tu. Lo conduci tu.  Lo guidi tu.    È lui che deve seguire te.    È lui che deve venire dietro a te.   Ma se ti giri. Ci sei solo tu.  Sei rimasto solo.   Senza Gesù.

 

Dietro a Gesù.

Quello che passa,  è Dio.    Quello che ti guarda,  è Dio.    Quello che ti chiama,  è Dio.     Il tuo Signore  e il tuo Dio.

Venite dietro a me.     Eccomi Gesù. Vengo.  Dietro a te.    Tu davanti. E io dietro.  I miei passi nei tuoi.   Le mie orme, nelle tue.   Tu solo  sai dove andare.

Vi farò pescatori di uomini.     Ecco Gesù. Cosa vuoi fare di me.   Un pescatore di uomini. Ci stanno gli uomini da salvare.  Ci stanno gli uomini da tirare fuori.  Ci stanno gli uomini da tirare su.  Da portare su.  Da portare in alto.   Da portare a Dio . Da portare al Padre. Come fai tu.

E lo seguirono.     Si, ci sto.  Si, lo voglio.  Si, sono d’accordo.  Si, lo faccio.   Quello che  mi chiedi tu.  E che mi chiede il Padre.   E ti seguo.

 

Anch’essi nella barca riparavano le reti.       Stavo li.  Preso dalle mie cose.   A riparare le mie cose.  A riempire i buchi delle mie cose.   Ad aggiustare le mie cose.   Dietro le mie piccole cose.

Subito li chiamò.      Non ci metti tanto.  Non aspetti tanto.  Non ci stai tanto.   Subito mi chiami.   Al volo. Di colpo.   Non hai dubbi , tu. Gesù.

Ed essi lasciarono il loro padre.     Non ci sta niente che mi può fermare.  Non ci sta nulla che mi può bloccare.    Non ci sta nulla che mi può separare.   Dal mio Dio.

Ed andarono dietro a lui.       Ecco Gesù. Dietro a te. Vengo.    Solo dietro a te. Sto bene.  Solo dietro a te. Ho senso.   Solo dietro a te. Mi ritrovo.   Solo dietro a te. Posso salvare me e il mondo.

 

Dietro a te.                                                                                                                               E dietro al Padre.

 

 

 

 

 

 

Seguire Gesù

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

 

 

Allora Gesù si voltò e,  osservando che essi lo seguivano,  disse loro:  “Che cosa cercate?    E tu,  cosa cerchi ?

 

Cerchi altro.   

Cerchi quello  che pare a te.   Pensi a quello che pare a te.  Vuoi fare come pare a te.   Cerchi te.   Non cerchi Gesù.

Cerchi quello  che vogliono altri.      Pensi quello  che vogliono altri.    Fai quello che vogliono altri.   Cerchi altri.     Non cerchi Gesù.

Anche a Dio,  non lo cerchi più.    Non ti serve più.  Non ci pensi più.    Ci stai solo tu. Basti solo tu.  Non ci deve stare altro.  Manco Gesù.   Ma non sei Gesù. E non sei Dio. E resti solo.  Senza Dio.

 

Cerchi Gesù.

Ecco Gesù.     Tu,  sei quello che cerco.    Tu,  sei quello che voglio.    Tu, sei  quello che sogno.   Tu sei quello che penso.    Senza di te, non ci sto neppure io.

 

Rabbì, dove dormi?     Con te, voglio stare.   Sei tu  la mia casa.   Sei tu il mio posto. Sei tu il posto.   Sei tu il cuscino,  dove voglio riposare.

Venite e vedrete.    Ecco io vengo. Ecco io entro. E rimango con te.  E ti sento. E ti vivo. E lo sento, chi sei.  E lo so, chi sei.    E lo so, chi sono.

Abbiamo trovato il Messia.      Ti cercavo Gesù, da tanto tempo.  Ti pensavo da tanto tempo. Ti aspettavo da tanto tempo.    Ora sei qui.  E non ti lascio più.

E lo condusse da Gesù.        La mia gioia porta, te.   La mia gioia mi porta al fratello.     E porta lui  da te.

 

Fissando lo sguardo su di lui.       Ecco Gesù.  Tu mi guardi in fondo agli occhi.  Tu mi guardi in fondo al cuore.   Lo vedi che ci sta in fondo al cuore.   Tu lo sai che ci sta in fondo al cuore.   Tu lo ami quello che ci sta in fondo al cuore.   E lo scuoti il cuore.

Tu sei Simone.     E lo cambi il cuore.  E si accende il cuore.  E arde il cuore del tuo amore.  Che ci hai messo dentro.     Dello Spirito Santo,  che ci hai messo dentro.   Dello Spirito Santo che rimane  dentro al cuore.    E non sono più quello di prima.

Sarai chiamato Cefa che significa Pietro.    E me lo dai tu,  un nome nuovo.   E mi fai tu, nuovo.   E non sono più mio.    Perché sono diventato tuo.   Appartengo a te. Solo a te. Al mio Signore  e al mio Dio.

 

Ecco Signore,   io vengo.                                                                                               Ecco Signore,   sono qua.                                                                                                   Si compia in me  la tua volontà.

 

 

 

 

 

 

Venite dietro a me

Quando Gesù seppe che Giovanni era  stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

 

 

 

Gesù  disse loro:   “Venite dietro a me”.        E tu,   dietro  a chi vai ?

 

A te.

Non ci vai.     Non ti muovi proprio. Non ti sposti proprio. Non ci pensi proprio.   Rimani lì. Incollato  dove stai.

Non ci vai,   dietro a Gesù.      Non gli vai dietro.     Ma gli vai  davanti.  Ti metti davanti.      Gli passi davanti.  A lui.      È lui  che deve seguire te.   È lui  che deve venire dietro a te.

E ti chiami tu,  da solo.      Ti scegli tu,  da solo.    Ti nomini tu,  da solo.    Non Gesù.          E li chiami tu,   quelli come te.     Li scegli tu,   quelli come te.     E li vuoi tu,  come te.    Non Gesù.

 

A Gesù.

Vieni.         È Gesù,   che ti chiama.    È Dio.    Non è  uno qualsiasi.    Non sei tu.                 Vieni.         È Gesù,   che ti sceglie.    Ha scelto te.  Non altri.                                                  Vieni.         È Gesù,  che ti indica.    Si, te. Proprio te.   Non altri.                                            Vieni.         È Gesù,  che ti guarda.   Nel profondo. Dove non arriva nessuno . Neppure tu. Vieni.         È Gesù,  che ti ama.     Come nessuno  ti può amare.   Come nessuno ti  ha amato mai.

Vieni.        Dietro a me.     Dietro a lui.   Non ad altri.    Non a te.                                             Vieni.        E lo segui.      Segui lui.  Non altri.    Non te.                                                            Vieni.        E lasci tutto.    Lasci andare tutto.   Lui viene,  prima di tutto.                          Vieni.        Subito.     Non te lo lasci scappare,  Dio.     Non lo fai aspettare,  Dio.

Vieni.        E lo segui.    I tuoi piedi,  sulle orme sue.   Nelle orme  sue.   E diventano le tue.  Vieni.        E vai con lui.  Ovunque va.     Ti porta lui.  Lui  solo sa,  dove andare.   Lui sa cosa fare.

 

Vieni.        Eccomi, Signore.  Io vengo.                                                                                   A fare la tua volontà.

 

 

 

 

 

 

Il fuoco di Dio

 insegna1 (1) - Copia In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:   «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!  Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

 

 

 

 

Non prendere posizione.     Non dire niente.  Non fare niente.   Fare finta di niente.   Lavarsene le mani.    Confondersi. Fondersi. Sparire.     Questa non è la pace vera,      non è la pace di Gesù.

 

Gesù  è venuto a portare   il fuoco.    Lo Spirito Santo.   È  il fuoco di Dio.      È la verità.        Che brucia    ogni ipocrisia,   ogni menzogna,   ogni  falsità.        Ogni  ambiguità,          ogni  convenienza,    ogni  indifferenza.

 

È  venuto a portare   la  parola di Dio.        È la spada.        Che taglia,   divide,  separa.    Distingue.          In modo netto,   chiaro,  preciso.      In modo deciso.

E si capisce   cosa sta di qua,    e cosa sta di là.       E si capisce cosa   è di Dio,              e cosa non è di Dio.      Se sei di Dio,    o non sei di Dio.

 

Se il tuo cuore   appartiene a lui,    o agli altri.         Se lui conta,   più degli altri.                 Se lui conta,   più di te.

 

Se  lui   è Dio,

per te.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Seguirono Gesù

 

Annibale_Carracci_-_San_Giovanni_Battista_testimone_orsi-Copia - Copia

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro -, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

 

 

Non è  un incontro qualsiasi,  non è  un incontro normale.   È un incontro speciale.            È  l’appuntamento della tua vita.  Quello con Dio.  Quello con il Signore. Quello con il tuo Creatore.

Come  i due discepoli,   non sei lì per caso.  Ti ha chiamato Dio.  Nella notte,  nella profondità del tuo cuore.  Nella tua parte più intima e più vera. Ti ha chiamato da sempre. Ti aspetta li, da sempre.

Ecco  l’agnello di Dio!  Eccolo, è lui,  il Figlio di Dio!   È Giovanni mandato da Dio,  che te lo annuncia.  Quel dito puntato,  quel braccio teso,  è come una freccia,  come un segnale che indica la strada.

Ora che fai?

Non stai  a guardare, fermo, immobile, passivo, indifferente. Non stai a giudicare, distaccato, amorfo, noncurante.

Come i due discepoli,   ti alzi e lo segui.  Tutto di te si muove,  tutto di te,  va verso di lui.     Il tuo si,   il tuo  ‘eccomi’, è  intero,  è totale.  È concreto, e vero.  È il tuo primo “eccomi”.

Che cosa cercate?

La verità del cuore,  prima di tutto.  Il discernimento.  Che cosa e non, chi.  Cosa ti muove. Cosa cerchi in lui.  Cosa speri in lui.  Cosa vuoi, attraverso di lui.  Stai cercando te,  o Dio. Stai cercando una tua idea,  o Dio.  Stai seguendo una tua emozione,  o Dio.

Maestro, dove dimori?

Come i due discepoli,  gli chiedi:  dove dimori.  Dove è la tua casa.  Il posto dove stai. Perché  ci voglio stare anche io.   Quella è già la mia casa.  Quello è già il mio posto.  Ecco il tuo secondo  “eccomi”.

Venite  e vedrete.

Ti ha invitato. Te, proprio te.  A stare con lui.  Da subito,  senza riserve.  A vivere con lui. A  sperimentare lui.  Perché è lui  la tua casa,  è lui il tuo posto.  E tu lì rimani.  Lì stai.  Ecco  il tuo terzo  “eccomi”.

Poi diventi voce,  per tuo fratello.  Lo porti a tuo fratello.

Come Pietro,  vai da lui.   E Gesù ti guarda.  Mette il suo sguardo  dentro di te.   Ti ha guardato  Dio !   Hai in te,  lo sguardo di Dio.  Il volto di Dio.  Si è impresso in te.  Nei tuoi occhi,  nel tuo cuore.

Gesù  ti chiama per nome.  Ti chiama con il tuo nome.  Ora sei nato  alla tua vita vera,   alla tua vita intera.  E ti da un nome nuovo.  Il nome della volontà di Dio, per te.  Scritto da sempre, per te.

Il  nome  scritto nei cieli.